Allora, se siete sempre nella situazione del mio ultimo articolo (come andare in Islanda se siete poracci), sarete sempre lì come me a boccheggiare davanti alle foto di cibo islandese che NON potete mangiare perché NON potete andare in Islanda, vero?

FALSO.

Si può mangiare islandese anche in Italia e più precisamente da IKEA. Ho fatto per caso questa scoperta mentre finivo il mio ultimo fumetto a tema Islanda, TAKK, che uscirà il 19 ottobre 2019 per BeccoGiallo Editore e che raccoglie 14 anni di inchieste e studio su questo bellissimo Paese. Che ha parecchio a che fare con l’IKEA, dove lavoravo al fresco del loro climatizzatore (e dove ho speso tutto il mio budget in polpette) nel luglio più caldo che Lione abbia mai conosciuto.

Sì, avete capito bene, quel posto strano dove però riuscite magicamente a perdere vostro figlio/nipote/il bambino di qualcun altro nella vasca di palline e poi quando tornate ve ne ridanno indietro uno svedese biondo con gli occhi azzurri. E voi, un po’ perplessi, lo caricate in macchina assieme al vostro nuovo mobile montabile in 345 parti e 456 viti. Che poi ne perderete sempre una appena aperto il pacchetto quindi tornerete, restituirete il nano svedese, vi riprendete il vostro e tornerete a casa con tutto il set svedese tranne i santi che tirerete giù dal cielo: quelli saranno italianissimi.

Ma dopo il cambio di nano e la ricerca della vite mancante, appena avrete pagato, fermatevi. Due passi prima dell’uscita avrete la possibilità di mangiare islandese a prezzi umani grazie ad un magico posto luccicante (no, non perché è magico, ma perché ci sono le luci dei frighi…) che si chiama: GASTRONOMIA IKEA.

L’angolo della gastronomia IKEA è probabilmente l’angolo PIU’ SOTTOVALUTATO dell’intero negozio. Perché sei stanco, perché è tutto il pomeriggio che ti destreggi dietro nomi improbabili (ti ricorda qualcosa del tuo ultimo viaggio?) con in mano un righello di carta e tua moglie che ti ripete che quel righello di carta è più utile di te. E meno male che hai parcheggiato il nano alla vasca della palline perché sennò eri sul punto di lanciarti una coperta addosso e sperare che nessuno ti notasse fino a chiusura, scambiandoti magari per una nuova poltrona di design.

Ma eccola là la tua ricompensa finale: IL CIBO. Se da ragazzino eri Mario Bros in cerca della sua principessa, ora la principessa la parcheggi un attimo in carrozza col nano mentre tutto quello che cerchi è un po’ di Islanda da mettere sotto i denti.

Ma che centra l’Islanda con l’IKEA, che è svedese? Right. Però. Facciamo un passo indietro.

Ve lo faccio spiegare da LUNDI, mio fedele aiutante nella realizzazione di TAKK, il mio fumetto per BeccoGiallo Editore che uscirà il 19 settembre 2019 in tutte le principali librerie (Feltrinelli, Amazon,… ). L’Islanda e Svezia erano la stessa cosa, ed ecco perché:

Ed ora passiamo al succo del discorso: se voglio mangiare islandese all’IKEA, cosa comprare? Ecco la risposta.

  1. SCIROPPO DI BACCHE (DRYCK LINGON Sciroppo di mirtilli rossi) Un perfetto aperitivo facile da preparare: un dito di sciroppo ed il resto del bicchiere semplice acqua bella ghiacciata. I mirtilli rossi crescono in molte antiche foreste dell’emisfero boreale, si chiamano Vaccinium vitis-idaea in latino e Lingonberry in inglese e sono presenti in tutto il nord Europa. Contengono una buona dose di vitamina C, che non guasta. In Islanda sono più famose quelle scure che in italiano si chiamano moretta palustre (attenzione, non sono il normale mirtillo a cui siamo abituati, gli islandesi li chiamano “bláber,” ed il suono genera la confusione con la parola inglese. La traduzione corretta di questi infatti è bilberries o bog bilberries. Entrambi della famiglia dei mirtilli, ma più piccoli e gustosi!). Ma anche queste bacche rosse crescono e vengono raccolte per preparare deliziosi prodotti locali. Buonissime, la raccolta si fa di solito di domenica in famiglia, “tutti assieme allegramente” come direbbe un vecchio film. La prova? In islandese esiste perfino una parola per definire l’andare a raccogliere le bacche selvatiche tutti assieme: “berjamór“. sciroppo
  2. PANE DI SEGALE CROCCANTE La perfetta base per i vostri antipasti. Composto al 98% di farina di segale. In Islanda si mangia a volte a colazione o come snack… con burro e pesce secco (l’eglefino secco attenzione, non il merluzzo, nel fumetto vi spiego perché!). Il Pane di Segale è il pane più diffuso in Islanda, anche a causa delle temperature rigide. Le varietà di Pane di Segale assumono forme diverse a seconda dell’abilità del fornaio, ma tutte si contraddistinguono per la  caratteristica crosta molto croccante, quasi senza mollica. La segale era infatti una pianta molto più resistente del grano ed una volta era una delle coltivazioni principali assieme all’orzo. La versine più famosa islandese è il Rúgbrauð (letteralmente pane di segale), il tradizionale pane nero islandese cotto sottoterra vicino ad una fonte di acqua calda.
    pane_segale
  3. SALSA ALLA SENAPE E ALL’ANETO. Salsa di senape aromatica, leggermente dolce, da servire con salmone, granchio, gamberetti, carne marinata, prosciutto, o come condimento per insalate. Ok la senape non centra molto (ma anche sì, se vi ricordate i buonissimi hotdog in giro per l’isola con le onnipresenti salse) ma centra moltissimo invece l’aneto. Spalmatela sul pane di segale per creare delle veloci tartine da servire assieme all’aperitivo a base di mirtilli rossi. Più nord di così si muore. L’aneto cresce selvatico in Islanda e viene usato sia fresco che essiccato. Sapete come si chiama il primo ristorante stellato Michelin nella storia islandese? DILL. E cosa vuol dire in inglese? Aneto. Direi che può bastare, no? salsa_senape
  4. PATATINE AI FUNGHI. Sì perché nel caso non lo sappiate l’Islanda ne abbonda. Versateli in una ciotola (magari comprata all’IKEA in un momento di felicità in cui siete riusciti a liberarvi in combo di moglie e nano) e via, un altro passo sempre più a nord. chips_funghi
  5. LE MAGNIFICHE POLPETTE DELL’IKEA. Composte all’84% da carne e al 16% da status simbol. Sì, sono un classicone. Sì sono svedesi. O forse NO. Perché in realtà le polpette più svedesi al mondo sono TURCHE. Un caso diplomatico che nel 2018 portò lo stesso governo svedese ad ammettere la vera storia di queste polpette.Re Carlo XII, sovrano di Svezia, aveva perso una battaglia chiave contro la Russia nel 1709 e per questo rimase in esilio in Turchia. Qui apprezzò la cucina locale e una volta rientrato in patria, portò con se il caffè turco (köfte) e la ricetta delle famose polpette di carne. E indovinate sotto chi era l’Islanda dal 1262 fino al 1814? La Norvegia, che era come spiegato da Lundi, unita assieme alla Danimarca dallo stesso re (un unione che durò dal tardo 1400 fino al 1814!). Lo stesso re che amava le polpette, insomma. Non è strano quindi pensare che gli uomini di rilievo islandesi che frequentavano la corte avessero potuto…mangiare le polpette dell’IKEA. Aka sedetevi e sentitevi re una polpetta alla volta.polpette
  6. ARINGHE ALL’ANETO Entrati nel mondo degli antipasti con le polpette, stiamo sempre in questa zona con le aringhe. Fabbricate in Svezia, la confezione non precisa dove siano state pescate, ma sono felice di vedere che sono prese da pesca ecocompatibile. L’IKEA ne vende anche delle altre versioni. L’aringa è uno dei pesci simbolo dell’Islanda (base dell’economia al punto da farne un museo a Siglufjörður!). Ci sono molte fabbriche abbandonate in Islanda perché i banchi di aringhe sono diminuiti, come a Siglufjörður, dove il primo fine settimana di agosto la città gli dedica perfino un intero festival. aringhe
  7. PANE ALL’ANETO. Pane croccante aromatizzato con sale marino, aneto, papavero e sesamo. L’aneto si consuma molto in Islanda, cresce selvatico e viene seccato o raccolto fresco e si usa sia per fare il gravlax (la marinatura per il salmone con aneto, zucchero, limone ed aceto…). Dato che magari con le polpette e con le aringhe vi ci va qualcosa per asciugare un po’ lo stomaco, ecco che arriva lui ad aiutarvi. pane aneto
  8. CAVIALE IN TUBETTO.   Ottenuto dalle uova di pesce, questo prodotto è ideale su pane croccante imburrato e uova sode tagliate a metà, oppure nelle omelette, con aneto ed erba cipollina. Si mangia a volte come colazione in Islanda con burro e pane, voi però potrete essere clementi e metterlo tra gli antipasti.  caviale
  9. PANE PIATTO Flatbraud. Tipico di tutto il nord europa. Facendo un piccolo gioco di traduzione TUNNBRÖD vuol dire Pane (BRÖD) Piatto (TUNN). Non vi ricorda qualcosa? Tipo l’islandesissimo FLATBRAUD. Che guarda un po’ si traduce sempre nello stesso modo. Premetto che non è al 100% la stessa consistenza del Flatbraud, ma ci siamo per un 90% e quindi direi che passa il test.  L’origine e la preparazione di questi due pani è sempre la stessa. In Islanda una volta le case non erano riscaldate e si usava una pentola girata al contrario sopra il fuoco per espandere meglio il calore. Per non sprecare il fuoco sul fondo esterno della pentola veniva steso il pane (piatto) che cuoceva così in questo modo.  In Islanda si chiama infatti anche “il pane della pentola” per questo motivo. Non sapete cosa metterci dentro, sempre a tema Islanda? Nessuno problema, vi basterà leggere il prossimo punto. flatbraud
  10. SALMONE GRAVLAX. Ci sono poche cose più buone del salmone fresco. Una di queste è la sua versione Gravlax, cioè marinata. Grazie alla tecnica di stagionatura con sale, zucchero, aneto e pepe, gli aromi si mischiano e insaporiscono il salmone, che risulta tenero e al tempo stesso sodo e può essere tagliato in fette sottili.

    Scongela il salmone e servilo freddo con patate e salsa di senape e aneto, oppure usalo per preparare una zuppa piccante con sedano rapa, sedano, spinaci, funghi ostrica, aneto, lime e peperoncino. Il salmone è inoltre fonte di proteine e grassi acidi Omega-3 e viene pescato da sempre nei numerosi fiumi interni Islandesi, considerato per questo uno dei migliori del mondo. Se avete nostalgia di quello comprato al mercato del pesce di Kolaportid, eccovi accontentati. IKEA ne vende anche una versione affumicata ma io ho preso questo perché è la stessa versione di quello che comprai al mercato del pesce a Reykjavik. Non credo che il salmone affumicato sia un prodotto tipico islandese (lo sono altri pesci come lo sgombro da cui se ne fa un famoso paté per esempio) ma nel caso vogliate tentare, sicuramente anche la versione affumicata non vi deluderà. Preferendo stare sulla versione islandese eccovi accontentati: scaldate il pane piatto del punto prima, un po’ di formaggio fresco, due fettine di salmone marinato, avvolgete e via. Un wrap che al primo morso vi riporterà a quello scoglio vista mare battuto dall’Atlantico che ancora vi fa piangere il cuore. Inoltre l’IKEA non vi fa piangere il portafoglio, che per noi poracci è sempre una piccola gioia da sommare a quella precedente. salmone

  11. BISCOTTI ALL’AVENA. Ora passiamo alle noti dolci, letteralmente. I biscotti all’avena sono uno dei prodotti che potrete facilmente trovare tra le corsie del BONUS, il famoso supermercato con l’icona a forma di maialino (sempre sia maledetta la sua cella frigorifera). In Islanda, come in Svezia, si prendono con un bel caffè caldo. biscotti
  12. CIAMBELLE ALLA CANNELLA. Magari nella vetrina di Sandholt, la più vecchia panetteria di Reykjavik aperta dal 1920, le avrete viste. Ok, in Islanda sono grandi quanto la testa di un bambino, ricoperte di cioccolato e si chiamano Snúður, però sempre ciambelle alla cannella rimangono. E sono pure buone. Se volete tra l’altro le potete trovare anche al ristorante interno, da prendere con un caffè per ricaricarvi alla ventesima volta in cui vostra moglie ha sottolineato che il metro di carta e più utile di voi. Ah, ed il caffè è pure gratuito per i soci IKEA family. snudlur
  13. LIQUIRIZIA DOLCE E SALATA. L’Islanda ha una storia d’amore di lungo corso con la liquirizia. In passato, durante un lungo periodo di proibizionismo, era impossibile trovare dolci stranieri e la liquirizia che invece veniva venduta per motivi medici in farmacia, divenne il dolce nazionale. Inoltre non erano da sottovalutare i suoi effetti digestivi, in un paese dove la frutta e la verdura non abbondavano con conseguenza scarsità di fibre nell’alimentazione nazionale. Non ha caso quali sono gli altri grandi classici dell’alimentazione islandese? Caffè e rabarbaro, con le stesse proprietà “digestive” della liquirizia. Fate un passo indietro nei ricordi e addentatene una. In un attimo vi ritroverete sotto un ghiacciaio a sorridere. liquirizia.JPG
  14. PANCAKE. Sono il dolce nazionale mainstream, facile da fare e di sicuro effetto. E sono divini con le marmellate fatte in casa con le bacche raccolte tutti assieme. Il loro nome in islandese è Pönnukökur e sono fatti in una speciale padella che si chiama pönnukökupanna. Di solito sono molto sottili e molto cotti, quindi lasciateli abbondantemente a dorare prima di togliere la padella dal fuoco. Poi gioirete se siete dei pigri cronici come me al fatto che siano già fatti ed il vostro massimo sforzo debba essere quello di riscaldarli. Finalmente qualcosa dell’IKEA di cui riesco a seguire le istruzioni. pancake
  15. MARMELLATE DI MIRTILLI ROSSI E NERI. Poi, dato che siamo sempre dei pigri cronici, viva la marmellate fatte in casa ma lasciamole agli altri. Noi, sempre grazie a mamma IKEA, dovremmo semplicemente mettere nel carrello della spesa questo set che ha un fondo di genialità perché mette i mirtilli di entrambi i tipi nello stesso pacchetto ma in due confezioni separate. Io rimango team blu in ogni caso, sorry. Dimenticavo: sono biologici. Un altro urrà insomma. Pigri ma sani. marmellata mirtilli
  16. TORTA AL RABARBARO. Il meglio alla fine. Sono rimasta sorpresa quando ho visto questa torta nella gastronomia IKEA. Perché? Perché il rabarbaro è uno dei prodotti più islandesi che ci siano (cresce molto bene al freddo e la sua marmellata fatta in casa è un classico) e la torta al rabarbaro uno dei prodotti islandesi più islandesi che ci siano. Per farvi l’esempio più eclatante, la torta “Hjónabandssæla” cioè del felice matrimonio perché si diceva che la sposa che la sapesse fare bene avrebbe avuto un felice matrimonio. E indovinate che trovo nei surgelati? Questa mini versione, veramente molto simile ad una delle torte islandesi più classiche che si possano trovare in giro. torta rabarbaro

PASSI FALSI

Passi falsi da non fare invece: gli hot dog. Non comprateli, anche se sembrano buonissimi, o comprateli sapendo però che non saranno mai buoni come quelli islandesi che sono così particolari perché al loro interno trovate anche la carne dell’agnello islandese. Che è tipo il migliore al mondo quindi, parlandoci chiaro, è partita vinta dall’inizio. Se volete ripetere l’esperienza a casa però non dimenticate di includere le mitiche cipolle fritte. “Con tutto” come si dice orgogliosamente al commesso del chioschetto al porto quando ti chiede con cosa vuoi il tuo hot dog. Cipolle fritte incluse.

cipolle.JPG

Ora, dopo aver speso un’infinità di ore dentro il loro ristorante a lavorare al fumetto ma anche a sfondarmi di tutto il ben di dio che il loro ristorante e la loro gastronomia avevano e hanno ancora da offrire, posso solo dire una cosa dal profondo del mio cuore, che si trova alla prima curva del mio stomaco per la precisione.

TAKK, IKEA.

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