Ovvero quello che avreste dovuto fare a Lucca al posto di code a padiglioni in cui alla fine non avete comprato nulla e in cui faceva un caldo boia e tutti vi prendevano a spallate:

 

1)Vedere la mostra di LRNZ.

Forse l’avete anche vista, ma spero vi siate presi il tempo di leggere le didascalie e capire un paio di perle che erano segnalate in questa mostra straordinaria. Tralasciando il fatto che lui è un genio e che se vivesse a Londra a quest’ora starebbe illustrando dischi per Pharrel Williams e facendo design per la Adidas, lui è la punta di diamante del fumetto italiano ora. E l’ha dimostrato con un paio di perle che ha messo nella sua mostra. La prima era la macchina firmacopie con braccio meccanico AxiDraw che trasforma il momento delle dediche in un momento di performance artistica, usando un linguaggio che arriva dall’arte contemporanea per elevare e valorizzare un momento che all’autore costa e che spesso il pubblico sottovaluta: la dedica. La seconda era il sottofondo musicale creato dallo stesso autore, sempre con una macchina specifica che pescando da una libreria di suoni creava un pattern che non si ripeteva mai. La terza era l’interazione dei display con il pubblico creando per la prima volta a Lucca una mostra interattiva e non passiva e inserendo il linguaggio ludico dei videogiochi nell’illustrazione. Il biglietto di Lucca Comics di quest’anno valeva l’intero prezzo già solo per vedere i suoi lavori e sono felice che LRNZ abbia l’attenzione che si merita. Qui la foto e il video del momento in cui ha firmato il mio poster con la macchina AxiDraw. Inutile dire che quel poster starà appeso in casa mia a vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2) Andare alla “Self area”.

Quest’anno è stato messa in una posizione migliore di quella degli anni passati (un grazie a quelli dell’organizzazione) che però ha comportato un aumento del costo per i produttori indipendenti. Sarebbe carino se l’organizzazione pensasse di trovare uno sponsor anche per quest’area, che andrebbe valorizzata e la cui qualità non va dimenticata. Un esempio? Qui potevate trovare per esempio il bellissimo libro di Domenico Martino “Trampland” segnalato dalla prestigiosa rivista Wired come uno dei 5 webcomics da seguire.

 

3) Informarvi sul crowdfunding

Tra la casa editrice Tatai Lab e l’italianissima piattaforma online made in Lucca Eppela (che a Lucca si è presa il tempo di parlare con ogni singola persona che aveva un progetto da proporre con una gentilezza infinita), il crowdfunding (cioè la raccolta fondi partecipativa tramite specifiche piattaforme online) è stata una nuova protagonista quest’anno e una rivoluzione nei meccanismi editoriali. Ogni anno questa forma di finanziamento di progetti prende sempre più spazio e non sembra avere intenzione di diminuire. Se all’estero è una forma già consolidata in Italia siamo ancora ai primi piccoli passi. Nonostante questo il futuro si annuncia promettente aka se volete stare sul pezzo, iniziate a seguire questi progetti e nel programma della prossima edizione quando vedrete la parola “crowdfunding” fermatevi a leggere.

 

4) Seguire una formazione delle altre sezioni.

Vi porto un esempio in prima persona. L’anno scorso feci una bellissima formazione sulla creazione di animali fantastici. Era catalogata nel programma come formazione “games” cioè nel settore videogiochi. Una volta alla formazione mi ritrovo Gabriele Votta, professore di anatomia e scultura digitale presso l’accademia iMasterart. Un professore preparato e con talento per insegnare, laureato in Accademia di Belle Arti con una tesi sulla comparazione anatomica tra uomo e vari animali e che conosce a menadito qualsiasi osso o muscolo e ti disegna in 5 minuti un animale anatomicamente credibile. Che però non esiste. E volete davvero dirmi che tutto questo non è oro colato per un fumettista, soprattutto contando che le formazioni sono GRATUITE? Quindi quando guardate il programma andate a leggervi sempre bene le formazioni offerte anche dalle aree che non sono la vostra. I linguaggi e gli strumenti si stanno sempre più mischiando e i vecchi confini tra tecniche specifiche per videogiochi, fumetti, arte giapponese, fantasy, junior e cinema non esistono più ed è ora di rendersene conto, anche nella propria formazione. Un paio di perle di quest’anno degli educational degli altri settori?

Disegnatori: “Composition in Fantasy art” (fantasy), “Colorare con i Copic” (Japan), “Realizzare illustrazioni per l’editoria” (games), “Speciale Leiji Matsumoto” (Japan), “Tecniche manga a cura dell’Accademia Europea di Manga” (Japan), “Lavoro e pensiero dietro un’immagine” (Fantasy).

Sceneggiatori: “Seguire Howard o seguire Tolkien? Creare mondi secondo l’esempio dei maestri” (fantasy), “Tecnica manga, elementi di sceneggiatura” (Japan), “Finding inspiration in History for games and stories” (games).

Tutti: “Self Vs traditional publishing- pross and cons” (fantasy), “Metodi di game design” (games), “Kickstarter secondo il Corvo Rosso” (games), “Imparare dai videogiochi” (videogames), “Autoproduzione, pubblicazione e crowdfunding” (games).

 

5) Comprare uno di questi libri.

Se proprio volevate farvi la coda per i padiglioni, che almeno fosse per un buon motivo. Per esempio comprare uno di questi libri, cosa che io ho fatto:

  • “Ernest Egg” allo stand Lavieri.

È tanto che questo progetto circola nell’ambiente e i suoi fondatori stanno creando qualcosa di bellissimo e con il massimo impegno. Qui potete leggere di più sul progetto e sui suoi giovani creatori.

  • “La mia ciclotimia ha la coda rossa” di Lou Lubie allo stand ComicOut

Questo bellissimo libro affronta un tema che difficilmente viene trattato nel linguaggio del fumetto: la malattia. Spinta dalle ottime recensioni l’ho comprato e non ne sono stata delusa. Ovviamente, fortemente consigliato. Più info qui.

  • “Il lettering nei fumetti” allo stand di Cronache di Topolinia.

Un’autoproduzione che vale la pena avere, fatta da esperti e indispensabile per rendere il vostro lavoro sempre più professionale. Un pratico manuale che affronta le tematiche del lettering nei fumetti, dalle regole di base fino alle modalità operative per realizzare un lettering professionale. Un tema spesso sottovalutato ma che può fare la differenza fra un pessimo fumetto e uno ben realizzato.
La prima parte del manuale non si rivolge solo ai letteristi ma anche e soprattutto a disegnatori e scrittori che vogliano realizzare la sceneggiatura e i layout delle tavole in modo efficace. Qui potete saperne di più e ordinarne una copia.

  • “Lupi bianchi. Rapporto sul terrorismo neonazista in Europa” allo stand Beccogiallo.

I gruppi nazisti di tutta Europa sono uniti da un’ideologia brutale, quella della superiorità della razza, dell’annientamento, della voglia di uccidere. Spuntano fuori sempre nuovi nomi: organizzazione clandestina nazionalsocialista (NSU), Blood & Honour, Combat 18, Hammerskins. Molti altri gruppi rimangono sconosciuti e agiscono ancora oggi nell’ombra, compiono attentati contro le moschee, contro gli immigrati e contro chiunque non la pensi come loro. L’origine di questi gruppi terroristici è quasi sempre la stessa. Molti si rifanno ai “Diari di Turner” come modello ideologico e si organizzano in piccole cellule operative senza un unico capo. In questo graphic reportage il giornalista d’inchiesta David Schraven e il disegnatore Jan Feindt si mettono sulle tracce di un gruppo di estremisti nazisti tedeschi, portando alla luce le loro relazioni internazionali e mostrando quanto le idee contenute nei “Diari di Turner” influenzino lo sviluppo degli ambienti dell’estrema destra in Europa. In questi tempi bui fare un po’ di chiarezza è necessario e questo libro è un ottimo mezzo per farlo.

 

6) Visitare la Fiera con un gamer.

Lucca Comics and Games è stata frequentata quest’anno da oltre 251mila persone. Ma c’è sempre un ma. Spesso chi ama i fumetti visita la fiera con chi ha i suoi stessi gusti, e lo stesso vale per gli altri macro gruppi (gamer, giochi da tavolo, cosplay) e si perde uno degli aspetti più interessanti della fiera che soprattutto quest’anno era in piena esplosione: gli eventi e le esperienze multi settore (cioè che toccavano diversi target di spettatori). Io li ho visitati con la redazione della community di gamer Player House e in coda ad un padiglione ci siamo ritrovati a parlare di scheda tecnica dei nostri pc (i pc per la grafica e l’illustrazione sono infatti di base dei pc tarati per i videogiochi dato che entrambi richiediamo le stesse caratteristiche come un’ottima scheda grafica e misure anti surriscaldamento dei componenti hardware) mentre in un secondo momento ci siamo ritrovati a discutere di capacità e ritmo narrativo delle serie tv. Insomma, i linguaggi sono sempre più vicini ed è dall’incrocio degli stessi che nasceranno quelli del futuro. Insomma, fatevi amico un gamer, a Lucca sarà sempre di più la compagnia ideale per un fumettista.

 

 

7) Curiosare tra i selezionati del Project contest

Quest’anno ho notato un livello altissimo nei lavori selezionati. Esposti nel chiostro dell’Area Pro, erano purtroppo un po’ nascosti ma auguro ai selezionati molto successo, che non dubito tarderà ad arrivare visti gli ottimi esempi che erano esposti. Qui potete vedere la lista dei selezionati.

 

8) Fare la TEX experience.

Se eravate un fumettista vi veniva da dire “no, dai Tex piaceva a mio nonno”. E già lì vi avrei preso a badilate. Se eravate un gamer dicevate “è realtà virtuale ma riguarda un fumetto quindi non mi interessa”. E qui casca l’asino. Perché? Vi basta vedere i punti prima. Il crossover tra le varie discipline e gli eventi che lo valorizzavano erano proprio ciò che valeva la pena visitare quest’anno. La visita, se volete saperlo, era una figata.

 

 

 

9) Scattare un po’ di immagini per Instagram

Se avete un profilo sui social in cui promuovete il vostro lavoro sapete quanto le foto che accompagnano i post siano importanti. A Lucca avevate la possibilità di fare incetta di foto da tenere in archivio e usare al momento più opportuno per comunicazioni sui vostri canali social. Oltre che con i classici bellissimi cosplayer potevate approfittare di alcuni scenari appositamente creati dagli sponsor della fiera. Per citarne alcuni: la stanza di Toy story nell’area di Kingdom Hearts, la bacchetta gigante di Harry Potter nel piazzale della Warner, sempre nella stessa piazza il libro a fumetti di Spiderman in cui potevate diventarne una vignetta e molti altri. Ecco due esempi di come ho sfruttato due foto prese in questi allestimenti “instagram friendly” e che ho usato per veicolare messaggi non legati alla fiera: nel primo caso ho dato un’informazione legata al mio fumetto sull’Islanda (se volete più info riguardo al progetto seguite la pagina facebook o il profilo instagram) e nel secondo caso ho scherzato sull’effetto “dimensione parallela” per comunicare che presto sarei tornata al lavoro e quindi raggiungibile.

Insomma, le dritte ve le ho date. L’avvicinarsi e l’unirsi dei linguaggi di tutte le aree presenti a Lucca è un processo ancora in corso che sta dando i suoi frutti e quest’anno ne abbiamo colto i primi. Impaziente di vedere l’anno prossimo cosa porterà, sapete oramai qual è l’aspetto più interessante da seguire di questa fiera che sicuramente si evolverà e potenzierà l’anno prossimo. L’inclusione alla fiera è un motto che non vale solo per il pubblico, ma anche per i suoi linguaggi.

 

 

 

 

 

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