E’ la stagione. Tocca a tutti. Vediamo le prime foto di chi è tornato dall’ultimo viaggio pubblicate su facebook, un articolo del National Geographic con una bella foto gigante dell’aurora e..sbam! Ti piomba addosso. Il tanto temuto “Mal d’Islanda”. Ma come combatterlo? Per chi come me vorrebbe andare ma è poraccio ecco la soluzione: non ci vai. Ma almeno un po’ di nostalgia canaglia rimanendo in Italia la possiamo ammazzare no? Ecco alcuni semplici rimedi per chi come me vorrebbe andare in Islanda ma è poraccio.

1) Fate colazione con uno skyr.

Lo skyr è il tipico yogurt islandese (https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/skyr-tradizionale-islandese/). In passato introvabile in Italia, negli ultimi anni con l’esplosione della moda per questo Paese è iniziata anche la diffusione dei suoi prodotti. Il mio preferito è quello prodotto dalla Danone, che ho trovato più simile degli altri rispetto all’originale ed è prodotto localmente. Si possono trovare anche gli skyr originali islandesi della marca Isey (http://www.iseyskyr.it/) nei supermercati Carrefour. Rispetto agli altri questi sono prodotti in islanda da una marca islandese e sono effettivamente gli originali. Ne trovate anche della marca Milbona (nei supermercati Lidl), ma è una versione che per quel che mi riguarda non ha nulla a che fare con l’originale.

 

 

2) Leggete un bel libro immaginando di essere ai piedi di un ghiacciaio

Vi basterà pescare dal catalogo della casa editrice Iperborea, specializzata in letteratura dei Paesi nordici. Il mio colpo di fulmine? “Sotto il ghiacciaio” e “La bomba atomica” di Laxness, premio Nobel islandese per la letteratura. (https://iperborea.com/autori/nazione/Islanda/)

 

 

3) Addolcitevi la giornata con un po’ di liquirizia.

La passione islandese per la liquirizia, è una cosa comune a molte regioni del nord Europa, per il principale motivo che è uno dei pochi “dolci” che non dipende dal clima. Essendo una radice può essere importata e conservata molto a lungo e non ha bisogno di particolari additivi (sono stati aggiunti solo recentemente). Inoltre ha dei poteri farmacologici e i medici islandesi l’hanno data per anni per combattere i problemi di vie respiratorie otturate dal muco, infatti i ragazzi islandesi come dolce per molti anni hanno usato la “liquirizia medica”. Fino al 1900 inoltre c’era una vera difficoltà a trovare dolci esteri. Tra il 1814 e la prima guerra mondiale l’Islanda era sotto il controllo della Danimarca e importava i dolci da questa (e i danesi vanno pazzi per la liquirizia). Dopo la seconda guerra mondiale l’Islanda conquista l’Indipendenza. Ne segue una grande depressione economica e il mercato del pesce islandese cade vittima del mercato globale e collassa. Per attutire i colpi sull’economia locale le importazioni vengono limitate, specialmente nei campi dove delle alternative islandesi possono essere trovate. Dolci americani? Nah nah. Liquirizia medica! “L’importazione di carne, prodotti latticini, dolci, e molte altre cose era proibita” racconta la scrittrice e storica Nanna Rögnvaldardóttir. “Ci fu un breve periodo nel 1930 in cui potevi avere delle mele e delle arance solo con una prescrizione del medico, e quando stavo crescendo nel 1960 erano quasi unicamente un regalo di natale”.La storia dei dolci islandesi sfiora il surreale e la loro turbolenta relazione con il blocco delle importazioni portò a delle situazioni assurde come l’episodio realmente accaduto del commercio “di contrabbando” di M&M’s. Un supermercato ricevette una multa per averne venduti 20mila pacchetti illegalmente.

 

4) Se non vi piace la liquirizia, buttatevi su tutto il resto.

Dato che andare a fare shopping in Islanda per comprare un pacco di dolcetti sembra un po’ assurdo, prendetevela comoda e comprate le alternative facilmente reperibili in Italia nel settore alimentare IKEA. L’ikea è svedese e in passato l’Islanda era associata politicamente e culturalmente agli altri paesi del nord, in particolar modo alla Danimarca. Qui potrete trovare aringhe, salmone marinato, pancake, cipolla fritta (per prepararvi a casa i buonissimi “pylsur”, gli hot dog islandesi!), liquirizia dolce e salata…insomma, non manca la scelta a prezzi decisamente competitivi su tutta una serie di alimenti che sono molto simili (per non dire uguali) a quelli islandesi (https://www.ikea.com/it/it/catalog/categories/departments/food/)

5) E se non avete voglia di mangiare ma di bere…

…bevetevi una coca-cola! Ma con la cannuccia di liquirizia, come fanno gli islandesi. Le trovate nei negozi di caramelle, nei supermercati e spesso nel settore snack della catena Flying Tiger (https://it.flyingtiger.com/ )

 

6) Fatevi una partita a scacchi…

…facendo finta di essere Bobby Fischer, il primo americano che a soli 29 anni vinse proprio a Reykjavík il titolo mondiale in un’appassionante match che fece concentrare tutti gli sguardi sulla capitale più a nord del mondo. Volete sapere i retroscena di questa incredibile storia? Guardatevi il bellissimo documentario “Bobby Fischer against the world” ( https://www.youtube.com/watch?v=eJjrYKOWMRQ&t=1337s ).

 

7) Preparatevi una bella cenetta islandese.

Come? Ecco due semplici ricette per accorciare i chilometri tra voi ed il Vatnajökull in un boccone.

 

Plokkfiskur

Noto anche come “Torta islandese di pesce” o “Stufato islandese di pesce”, questo è uno dei piatti più antichi e tradizionali.

INGREDIENTI per 5 persone:

  • 400 g di filetti di nasello o merluzzo surgelati
  • 300 g di patate
  • mezza cipolla
  • 40 g di burro
  • un cucchiaio abbondante di farina
  • 350 ml di latte
  • sale e pepe
  • Per la cottura del nasello :
  • 1 litro e 1/2 d’acqua
  • un limone
  • un cucchiaio di aceto di mele

Preparazione

  • Portate a bollore l’acqua con l’aceto e il succo di mezzo limone. Intanto tagliate a pezzetti regolari le patate e tritate molto finemente la cipolla.
  • Una volta scongelati i filetti di nasello, metteteli in una teglia con i bordi alti almeno 4cm, stesi in modo che non si sovrappongano e versateci sopra l’acqua bollente.
  • In questo modo il pesce si cuocerà lentamente e delicatamente senza essere a contatto con il calore del fornello. Lasciate in infusione per circa una decina di minuti o fino a quando la polpa del pesce non risulti bella bianca.
  • Toglietelo dall’acqua, conservandone un mestolo e asciugatelo. Dividetelo con le mani a pezzi non troppo piccoli, se è cotto bene si spezzerà senza porre la minima resistenza e lasciatelo intiepidire.
  • Nel frattempo fate appassire la cipolla nel burro per circa cinque minuti in una padella capiente. Non deve prendere colore, quindi aggiungete il mestolo acqua che avevate tenuto da parte e lasciate stufare.
  • Appena si è asciugata l’acqua e la cipolla risulta ben disfatta, unite la farina e lasciatela tostare mescolando per qualche minuto. Versate quindi il latte poco alla volta e sempre mescolando portate a bollore in modo da formare una sorta di besciamella cremosa; nel caso diventasse troppo densa aggiungete pure del latte.
  • Appena è pronta aggiustatela di sale e pepe e versate nella stessa padella sia le patate che il pesce, amalgamando tutto molto delicatamente per non rompere i pezzetti di nasello.

Pancakes islandesi:

INGREDIENTI per 6-7 pancakes:

  • 2 uova piccole
  • 400 ml latte
  • 230 gr farina
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 40 gr burro
  • vaniglia
  • ½ cucchiaino di sale

Preparazione

  • Sbattere insieme le uova con il latte e la vaniglia. Aggiungere gli ingredienti secchi e mescolare bene. Riporre in frigo per un’ora.
  • Sciogliere il burro e quando è intiepidito aggiungerlo al resto.
  • Scaldare bene la padella appena unta di burro, versare un mestolo di composto, cuocere un minuto circa e rigirare fino a completa cottura. Spolverare di zucchero a velo e servire con marmellata o crema di cioccolato.

 

8) Guardatevi un bel film

Meglio ancora se un documentario. A questo link avete tutta una serie di film o documentari islandesi, buttate un occhio anche sulla sezione gratuita: https://www.icelandiccinema.com/english.

 

9) Andate ad un concerto.

Che l’Islanda e la musica siano pappa e ciccia é cosa risaputa. Ma come sapere quando una band islandese suona in italia? Semplice, seguita la pagina facebook “Musica Islandese Italia” (https://www.facebook.com/MusicaIslandeseItalia/) potrete essere sempre aggiornati sulle notizie e sulle date italiane delle vostre amate band islandesi.

 

10) Viaggiate tra le pagine di un fumetto

Come? Ma leggendo il mio fumetto “TAKK”, che uscirà per Natale 2018 e che è il frutto di dodici anni di viaggi e ricerche su oltre diecimila documenti. Un viaggio in Islanda, dove convivono antichi elfi e moderni lupi. Una favola attuale in cui il lieto fine non è assicurato ma auspicabile. Volete saperne di più? Leggete la presentazione completa nella mia pagina web (www.epiproject.com/takk) e seguite il progetto sui social (www.facebook.com/epiproject e www.instagram.com/epi_comics )!

 

EPI

 

 

Insomma, a fine giornata sempre poracci ma con un po’ meno di “Mal d’Islanda” no? 😉

Do you want to follow or share my tales?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *